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Aloe Arborescens
La Fondazione Fridosio ha effettuato (ed effettua) molteplici ricerche su questa straordinaria pianta.
Potete leggere nelle varie aree le ricerche suddivise per argomenti.
COS'E' POI QUESTA ALOE?
Esistono oltre 400 specie oggi catalogate ed appartenenti alla famiglia "Aloe".
Tra queste spicca l'Aloe Arborescens poco studiata e sperimentata rispetto alle altre. La specie "Aloe Arborescens" contiene preziosi componenti tra i quali steroidi vegetali (steroli e fitosteroli), cromo, germanio, vitamine, amminoacidi, enzimi.
Per i suoi contenuti l'Aloe è stata definita un "adattogeno" in grado di ripristinare il normale equilibrio dell'organismo. L'azione benefica non è dovuta, peraltro, solo ai suoi componenti ma, soprattutto, all'azione sinergica interattiva di tutte le sostanze presenti nella sua complessa composizione chimica.
L'Aloe Arborescens svolge inoltre un'azione antisettica, battericida e fungicida a livello cellulare. La sua azione disintossicante, regolarizzante e nutriente è di ausilio sia al sistema nervoso che al metabolismo in generale.
I mannani (vedi nota sotto) presenti nel gel di Aloe Arborescens sono stati dimostrati attivi come immunomodulanti, mentre nel succo sono state evidenziate le proprietà anti-artrosiche della diacerina e antitumorali della aloe-emodina.
L' Aloe Arborescens contiene inoltre altri preziosi componenti, quali steroidi vegetali (steroli e fitosteroli), vitamine (in particolare C ed A), aminoacidi essenziali, minerali ed enzimi.
I mannani (ed anche i glucani) esplicano specifici effetti fisiologici quando vengono introdotti negli alimenti nei monogastrici ( sia nell'uomo che negli animali) : gran parte di questi effetti sono collegati alla resistenza dei polisaccaridi nell'essere degradati dagli enzimi digestivi secreti nel tratto gastrointestinale, in combinazione con le loro proprietà come substrato solubile per specifiche popolazioni microbiche nel tratto digestivo.
Sono molto resistenti all'idrolisi acida ed enzimatica, ma vengono degradati da alcuni microbi in grado di usarli come substrato, ad esempio i bifidobatteri nel piccolo intestino.
I bifidobacteria con l'impiego preferenziale di glucani e mannani, aumentano la loro densità in questo tratto intestinale, a spese di altre specie, e come conseguenza si ha l'aumento di acidi grassi volatili, acidi grassi a catena corta specie nel grosso intestino, acido lattico nel piccolo intestino.
La produzione continua di una quantità sufficiente di acidi grassi volatili è essenziale per prevenire lo sviluppo anomalo di potenziali patogeni quali E. Coli enteropatogeno, Clostridium sporiforme e ceppi di staphylococcus.
Aumenta cosi la poplolazione di bifidobacter adolescens, B. infans e B. longum, insieme a lactobacillus, bacteroides e peptostreptococcus a spese della maggior parte dei Clostridium, di E. Coli, di Staphylococcus.
Si osserva, con l'introduzione nella dieta di mannani, una riduzione nella popolazione di batteri patogeni, di organismi putrefattivi e la correlata degradazione microbica degli aminoacidi a metaboliti potenzialmente tossici.
Questo trova conferma nella ridotta presenza di fenoli, p-creosoli, indoli urinari e fecali. Effetto piu' evidente con l'aumentare dell'età quando la produzione di queste sostanze nell'intestino tende ad aumentare riducendo contestualmente la flora di bifidobacter.
Lo sviluppo del sistema microbico intestinale è un processo dinamico che inizia alla nascita e si protrae nel tempo influenzato da molti fattori interni ed esterni come l'ambiente microbico, la dieta.
Una fase molto delicata è lo svezzamento.
Allo svezzamento la flora dominante è di lactobacillus e bifidobacter adattata all'utilizzo di oligosaccaridi e gluco-coniugati presenti nel latte materno.
E' importante mantenere il piu' a lungo possibile la popolazione di bifidobacter anche dopo lo svezzamento e l'integrazione alimentare di glucani e mannani è di notevole importanza.
Lo stress da svezzamento è una sindrome patologica definita ed ha una grande influenza sulla stabilità dell'ecosistema microbico.
Per uso esterno, l'Aloe Arborescens mostra una capacità di penetrazione negli strati più profondi dei tessuti.
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